TESTIMONIANZE  DI  CHI  HA  LETTO  IL  LIBRO

 
deborah lambilotte pres.arcitrans.naz@libero.it (15-07-2001)
Ho letto il libro con grande interesse e ringrazio la scrittrice di averlo scritto, perché tutte le testimonianze sono necessarie per fare capire al mondo che cosa è la transessualita. Io mi definisco nel seguente modo: Sono una donna che, probabilmente a causa di una disfunzione ormonale prima della nacità, è nata con genitali maschili. Siccome la nostra società considera che sesso e genere devono corrispondsere, sono erroneamente stata assegnata al sesso maschile perchè un medico ha guardato i miei genitali invece che la mia mente. Nonostante che fino alla mia infanzia io sapevo perfettamente di essere in realtà una ragazza (dopo tutto, è la mia mente, non i miei genitali, che hanno fatto di me la persona che sonno), il mio corp sembrava insistere nel senso contrario, per cui sono stata coistretta a vivere nel ruolo i genere di un ragazzo. Questo mi ha reso infelice ed ha rovinato la mia vita finchè non ho realmente accettato la mia situazione e ho intrapeso il percorso di transizione fino alla ri-assegnazione di sesso come persona adulta. Adesso vivo nel ruolo di genere "femminile" che combaccia completamente con la mia identità di genere; i professionisti del mondo medico mi etichettano come "una post-operata reale transessuale primaria da uomo a donna", ma io mi considero come una donna, felice, ben formata, e perfettamente normale"
Voto: 4 / 5

 

davide tolu davie@tiscalinet.it (15-07-2001)
Ho finito di leggere il libro in appena due giorni, trascinato dal suo ritmo e dalla trama, non trovando ostacoli che mi facessero storcere il naso e abbandonare sia pure momentaneamente la lettura. L'ho letto dalla prima all'ultima pagina, spiando in ogni riga, per coglierne subito l'essenza. Sono stato rapito dalla magia dei luoghi, dalla grande forza interiore di Fiore dell'Alba, capo di una tribù matriarcale delle Ande colombiane, antenata ideale, anche se non di sangue, della protagonista che ne fa rivivere tutto l'ardore, tutto l'orgoglio. Anche la storia di Diana Casas si svolge in senso matriarcale. Di madre in figlia, una forza che si rinnova, e anche quando capita in un corpo maschile, questa forza femminile è talmente forte che prevale. Da Baby infatti, bambino bellissimo ma dai lineamenti troppo delicati per un maschietto, come una farfalla dal bozzolo, sboccia Diana. Liliana Giménez non è solo una brava biografa, è prima di tutto un'ottima narratrice, che miscela sapientemente gli ingredienti tra tecnica e contenuti, ricreando in pagine piene di verve, guizzi d'energia, subitanei abbandoni sentimentali e introspezioni psicologiche, il ritmo incalzante della vita di Diana, questo personaggio affascinante, questa sirena bellissima: così donna eppure così diversa. La storia non si abbandona neppure un attimo alla morbosità a tutti i costi. L'autrice racconta ogni cosa riuscendo a non far sentire il suo sguardo e dotando perciò la narrazione della limpidezza necessaria a mostrarci i fatti e le persone così come realmente sono state, senza azzardare giudizi. I giudizi sono lasciati tutti ai lettori, alle lettrici: ma giunti all'ultima pagina, dopo aver conosciuto Diana nella sua umanità e non filtrata da quel misto di fascino e perversità che aleggia sempre intorno alle persone transessuali, i giudizi non possono essere altro che positivi. Ringrazio veramente di cuore Liliana Giménez per aver voluto dare voce e dignità ad una di quelle storie che i pregiudizi e le ipocrisie distorcono e infangano prima che possano consegnare al mondo il loro importante messaggio". http://members.xoom.it/Ilviaggio
Voto: 5 / 5

 

Francesca Mangano franma@yahoo.com (15-07-2001)
Il libro di Liliana Gimenez, mi è sembrato interessante ed avvincente. Certo un libro non può descrivere la galassia delle esperienze e vite delle transessuali, ma ritengo sia comunque valido per iniziare a sensibilizzare le coscienze delle persone. Penso anche che le esperienze "importanti" di molte trans siano legate al proprio grado di "relazione positiva con il mondo". La transizione, supportata da un buon lavoro e da persone carine come amici, credo sia comunque una conquista di autonomia e dignità, esattamente come per una donna "vera" diventare "matura". In fondo la difficoltà di ciascuno di noi in questa società di recinti, è di avere in borsetta tante magiche palline colorate e stentare a capirne il valore, trovare difficile confrontare con l'altro i propri bagliori e riverberi incantati. Franci (donna transessuale)
Voto: 5 / 5

 

giulia meloni giuliameloni@libero.it (15-07-2001)
sono una anziana signora fiorentina, traduttrice, sensibilizzata dalla causa GLBT per il semplice fatto di avere una sorella omosessuale, accoppiata e felice. Ho trovato l'informazione di questo splendido libro per caso, sulle pagine web di Barbara Palombelli. L'ho comprato e letto d'un fiato in due pomeriggi. Mi ha gradevolmente sorpreso la delicatezza con cui l'autrice tratta l'argomento pedofilia e transessualità. Già dalle prime pagine fa prendere al lettore le parti della bella protagonista (che vive a Roma e ha dato la testimianza diretta della sua esperienza di vita al Maurizio Costanzo Show). Potrebbe diventare un libro-simbolo nella lotta contro le discriminazioni a sfondo sessuale, l'ho trovato molto educativo per tutti i genitori, e perfino "terapeutico" nel senso che personalmente mi ha aiutato a rivedere gli ultimi preconcetti che mi ero fatta nel corso degli anni. Sarebbe un vero peccato che non arrivasse alla gente comune e rimanesse ghettizzato negli ambienti GLBT. Ho voluto incoraggiarvi a leggerlo e farvelo "adottare". Vi lascio questo mio suggerimento: raccomandatelo ad altri amici, è un'opera sociale Giulia Meloni
Voto: 5 / 5

 

Giacomo Mangiaracina mangiaracina@globalink-org (15-07-2001)
Credo che un libro cosi', scritto da una esordiente argentina, debba definirsi unico e da leggersi per forza. Per la prima volta si affronta la tematica transessuale con l'occhio della normalita'. Una storia d'amore avvincente anche intrisa in una sofferenza tutta umana, ma dove stupro e prostituzione assumono minore rilievo rispetto alla vicenda centrale, dominata dall'amore. Un aspetto di grande rilievo e' la descrizione dei rituali delle tribu' matriarcali precolombiane prima della colonizzione spagnola, che spiega ancor piu' il transessualismo sudamericano, oltre a darci delle pagine ben curate di buona fattura letteraria, quasi una sceneggiatura cinematografica in certi punti. Diana Casas oggi vive a Roma, sposata, e vuole adottare una bambina. La sua battaglia continua. Ha pure un suo sito internet: www.dianacasas.com
Voto: 5 / 5